Eucarestia significa ringraziamento, lode. Gesù prese il pane e rese grazie. Lo ringraziò per quello che il Padre era, generosità infinita, sorgente sempre disponibile a riversare bontà. Lo ringraziò perché il Padre gli concedeva di essere, come Lui, un dono. All’inizio della sua passione Gesù era disposto a dare tutto se stesso e nella sofferenza, Gesù conosceva la vera gioia quella dell’amore vero. È cosa più gioiosa dare che ricevere, aveva scoperto e detto.
All’inizio della preghiera eucaristica (Prefazio), anche noi siamo invitati a ringraziare (Rendiamo grazie…!), cosa che facciamo piuttosto di rado. Se fossimo capaci di ringraziare, con grande stupore e gioia, conosceremmo il senso della nostra vita e la sua profondità migliore. La Chiesa esprime la sua lode attraverso il canto degli Angeli udito dal Profeta Isaia: Santo, Santo, Santo. Santo significa: Dio è Dio e non ho parole sufficienti per celebrare la sua grandezza e per comunicare il mio stupore. Terminato questo canto, l’assemblea dirige il auo sguardo verso il Signore Risorto che è già presente in essa: Benedetto Colui che viene nel Nome di Dio Padre! Ed implora: “Adesso che sei entrato in mezzo a noi, soffia su di noi e infondici il tuo Spirito, fa di questo pane e di questo vino un altro te stesso. Noi abbiamo bisogno di nutrirci di te, di diventare quello che tu sei, di apprendere il tuo amore, di vivere la tua pace, la tua gioia, la tua gloria di Figlio. Dopo che il Risorto ha compiuto questo avviene il momento più importante. L’assemblea, tutti noi e non solo il ministro che la presiede, offriamo al Padre Gesù stesso. Offriamo al Padre Gesù che si è donato sulla croce, e che ora vive accanto a Lui. Noi, però, offriamo anche noi stessi assieme a Gesù. Per fare questo invochiamo un’altra volto lo Spirito Santo. L’implorazione ora esprime il significato pratico dell’Eucarestia: dobbiamo diventare il suo Corpo, membra vive del Figlio Gesù. Gesù è venuto, si è reso presente perché tutti noi diventiamo la sua presenza nel mondo.
«Se vuoi comprendere [il mistero] del corpo di Cristo, ascolta l'Apostolo che dice ai fedeli: Voi siete il corpo di Cristo e sue membra. Se voi dunque siete il corpo e le membra di Cristo, sulla mensa del Signore è deposto il mistero di voi: ricevete il mistero di voi. A ciò che siete rispondete: Amen e rispondendo lo sottoscrivete. Ti si dice infatti: Il Corpo di Cristo, e tu rispondi: Amen. Sii membro del corpo di Cristo, perché sia veritiero il tuo Amen. Perché dunque [il corpo di Cristo] nel pane? Non vogliamo qui portare niente di nostro; ascoltiamo sempre l'Apostolo il quale, parlando di questo sacramento, dice: Pur essendo molti formiamo un solo pane, un solo corpo. Cercate di capire ed esultate. Unità, verità, pietà, carità. Un solo pane: chi è questo unico pane? Pur essendo molti, formiamo un solo corpo. Ricordate che il pane non è composto da un solo chicco di grano, ma da molti. Siate ciò che vedete e ricevete ciò che siete. Questo disse l'Apostolo in riguardo al pane.
E ciò che dobbiamo intendere del calice... Come infatti perché ci sia la forma visibile del pane molti chicchi di grano vengono impastati fino a formare un'unica cosa - come se avvenisse quanto la sacra Scrittura dice dei fedeli: Avevano un'anima sola e un solo cuore protesi verso Dio - così è anche per il vino. Fratelli, pensate a come si fa il vino. Molti acini sono attaccati al grappolo, ma il succo degli acini si fonde in un tutt'uno. Cristo Signore ci ha simboleggiati in questo modo e ha voluto che noi facessimo parte di lui, consacrò sulla sua mensa il sacramento della nostra pace e unità. Chi riceve il sacramento dell'unità e non conserva il vincolo della pace riceve non, un sacramento a sua salvezza ma una prova a suo danno» (Agostino, Disc. 272,1-4).

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