Domenica III A
Il dialogo con la Samaritana espone come Gesù conduca alla fede in Lui, una donna che non aveva chiesto né aveva meritato questo dono. Egli le rivela se stesso a lei e agli altri Samaritani. Non poteva dare loro di più. «Mi feci ricercare da chi non mi consultava, mi feci trovare da chi non mi cercava. Dissi: «Eccomi, eccomi» a una nazione che non invocava il mio nome (Is 65,1). È stato Gesù a recarsi presso i Samaritani, non loro ad invitarloGesù sorprende la donna con la sua bontà facendole capire che Egli non detesta i Samaritani né li teme. La bontà dell’uomo Gesù è la massima rivelazione di Dio. In questo modo chiede anche a noi di diventare buoni. Un fatto non scontato perché l’uomo lasciato a se stesso è più feroce delle fiere (gli animali uccidono ma non torturano).
Primo passo. Prima di parlargli delle cose importanti della fede, suggerisce alla donna un gesto di bontà verso di lui. L’agire buono è una buona preparazione alla rivelazione più grande. Vale come una preghiera, nella quale chi è ancora non credente si apre a ricevere un dono più grande della sua richiesta esplicita e della sua speranza.
Secondo passo. Gesù suscita la sua curiosità rivelandogli l’esistenza di un altro mondo, di un’altra vita rappresentata da un’acqua che disseta per sempre.
Terzo passo. Gesù spinge la donna a riesaminare la sua esistenza, senza umiliarla. Il cammino spirituale è sempre un fatto personale e concreto. Gesù rivela se stesso a noi ma svela anche noi stessi a noi stessi. La donna conosce una verità che non le fa male ma la libera perché è pronunciata da una Persona che non la giudica.
Quarto passo. La donna pone una questione religiosa. In questo settore, le opinioni sono sempre varie e piuttoste confuse. Gesù non afferma che tutte le credenze sono valide alla stessa maniera (i Giudei sono più vicini alla verità dei Samaritani) ma che vengono superate da quella verità che è la sua stessa Persona. Il culto perfetto è partecipare al suo rapporto con Dio Padre, sorretti dallo Spirito Santo.
Quinto passo. La donna diventa capace di essere apostola. Fa quello che i discepoli non avevano saputo fare. Di Gesù non conosce quasi niente ma ha colto un elemento essenziale. Lo Spirito è come il vento: non si vede ma si osservano i suoi effetti. Ciò che sa di Lui è l’entusiasmo che Egli ha rivegliato nel suo cuore e questo risultato le fa capire che Egli è il Messia.
Dal Commento al Vangelo di Giovanni di s. Tommaso d’Aquino
625 - L'affetto della samaritana traspare da due cose:
primo, dal fatto che per la grandezza della sua devozione abbandonò e quasi dimenticò l'acqua e la brocca, quello cioè per cui era venuta alla fonte. Per questo il testo afferma che sa abbandonò la sua brocca, e andò in città, per annunziare grandezze di Cristo, senza curarsi del proprio vantaggio materiale, per il bene degli altri. E in ciò essa segue l'esempio degli Apostoli, i quali, come è detto in Matteo (4,20), «abbandonate le reti, seguirono il Signore». La brocca sta qui a significare la cupidigia mondana, con la quale gli uomini, con un’attività tutta terrestre, estraggono i piaceri dal profondo le tenebre, ossia dal pozzo, che ne è l'immagine. Perciò quelli che per Dio abbandonano le cupidigie del mondo lasciano la brocca; 2 Tm 2,4: «Nessuno che militi per Dio amischia negli affari del secolo».
Secondo, tale affetto traspare dalla moltitudine delle persone alle quali rivolge il suo annunzio: poiché non si rivolge a una, o due, o tre persone, ma a tutta la città: andò in città. E in viene prefigurato l'ufficio degli Apostoli, ai quali il Signore le questo compito: «Andate e ammaestrate tutte le genti» 28,18); «Io vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto» (sotto , 15.16).

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