La lavanda dei piedi è immagine del servizio estremo di Gesù, che ama fino alla fine, cioè fino alla perfezione, fino al dono totale di sé. È, quindi, un’immagine per parlare della sua morte redentrice e, in secondo luogo, delle modalità con le quali è possibile accogliere la redenzione.
La reazione di Pietro mette in risalto l’umiltà estrema di Gesù che compie un servizio da schiavo. «Chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve» (Lc 22,27). Abramo diede disposizioni perché i suoi ospiti potessero lavarsi i piedi ma non li lavò lui stesso; sarebbe stato indegno per la dignità del patriarca: «Si vada a prendere un po' d'acqua, lavatevi i piedi e accomodatevi sotto l'albero» (Gen 18,4).
Gesù invita l’apostolo Pietro ad accettare: farsi lavare i piedi significa accogliere la redenzione operata da lui. Tutta la missione di Gesù è stata un lavaggio.
Questo significa, in primo luogo, accogliere il suo insegnamento: Pietro non ha bisogno di un bagno totale perché si è purificato, in parte, accogliendo l’insegnamento del Maestro. «Voi siete già puri, a causa della parola che vi ho annunciato» (Gv 15,3).
In secondo luogo la redenzione è una purificazione dei peccati. Il lavaggio richiama il valore del Battesimo: «Alzati, fatti battezzare e purificare dai tuoi peccati, invocando il suo nome» (At 22,16).
In terzo luogo, la lavanda dei piedi mette in evidenza l’elemento più rilevante del messaggio di Gesù. Il Maestro compie questo gesto sbalorditivo perché, con la sua morte, crea una comunità di discepoli che avranno come regola quella di prestarsi un servizio reciproco, ad imitazione del suo. L’uomo salvato è il credente che imita, in modo reale, lo stile di vita di Gesù: «Voi sapete che i governanti delle nazioni dóminano su di esse e i capi le opprimono. Tra voi non sarà così; ma chi vuole diventare grande tra voi, sarà vostro servitore e chi vuole essere il primo tra voi, sarà vostro schiavo. Come il Figlio dell'uomo, che non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti» (Mt 20, 26-28). «Fatevi dunque imitatori di Dio, quali figli carissimi, 2e camminate nella carità, nel modo in cui anche Cristo ci ha amato e ha dato se stesso per noi, offrendosi a Dio in sacrificio di soave odore» (Ef 5,1).
Infine Gesù non ha servito solo in modo momentaneo ma servire è ciò che ha fatto e farà sempre: «Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli» (Lc 12,37)

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