venerdì 3 aprile 2026

Passione secondo Giovanni

 


1. Il drappello delle guardie che vanno ad arrestare Gesù è composto da giudei e romani: tutto il mondo è coalizzato contro di lui. L’azione avviene nella notte, perché le tenebre vogliono ghermire la Luce. Gesù è pienamente consapevole dell’evento e si consegna volontariamente ai nemici. Di fronte alla sua dichiarazione solenne “Io sono”, il mondo indietreggia confuso davanti al Rivelatore. 

Gesù agisce come il buon pastore che vuole salvaguardare i suoi; poi, si oppone alla violenza di Pietro e si abbandona al volere del Padre. 

2. È condotto davanti ad Anna, membro influente del Sinedrio. Nel cortile della casa del Sommo Sacerdote, Pietro rinnega di essere discepolo di Gesù. Mentre questi avvevano dichiarato “Io sono”, l’apostolo si difende dicendo “non lo sono” e si unisce al gruppo dei nemici del Signore. Riscalda il corpo mentre sente freddo nel cuore. Lo schiaffo dato dalla guardia manifesta il rifiuto del mondo alla Verità di Gesù. 

3. Gesù viene condotto davanti a Pilato. 

Il governatore esce dal pretorio e viene a conoscere la richiesta dei giudei che vogliono la condanna di Gesù. Egli poi rientra e dialoga con Lui. Questi afferma di possedere un Regno che non deriva dal mondo e che è venuto a dare testimonianza alla verità.

Uscito all’esterno, Pilato dichiare l’innocenza di Gesù e spera di salvarlo sperando che lo preferiscano a Barabba. 

All’interno del pretorio, Gesù viene flagellato, incoronato di spine e beffeggiato.  

Pilato esce di nuovo e ribadisce la sua opinione sull’innocenza di Gesù (Ecco l’uomo!). I Giudei si accaniscono contro Gesù e vogliono ucciderlo perché si è fatto Figlio di Dio. Pilato, scosso da questa notizia, rientra per parlare con Gesù, ma questi, in un primo momento, rimane in silenzio e poi accusa di Pilato di codardia e gli ricorda di aver ricevuto il potere da Dio stesso al quale dovrà rispondere. 

Nell’ultima uscita, il governatore mostra di temere di essere accusato dai giudei presso Cesare. Poi presenta Gesù come il loro re, cercando ancora una volta di proteggerlo ma alla fine cede alle loro pressioni. 

Pilato, tradendo se stesso, si sottomette alla folla sulla quale avrebbe dovuto esercitare il potere, con giustizia. I Giudei, a loro volta, accettano di sottomettersi a Cesare, andando contro le loro vere aspirazioni. Né Pilato né i Giudei sono persone libere e agiscono contro loro stessi. Soltanto Gesù che, in apparenza, è in loro balìa, si dimostra libero. 

4. La salita al Calvario

Gesù porta la croce da solo e non beve la bevanda che potrebbe stordirlo perché vuole essere padrone del suo destino. La sua posizione centrale tra i due malfattori e la scritta, redatta in tre lingue, ploclama la sua regalità che è di carattere universale; ad essa i suoi avversari si oppongono inutilmente. La spogliazione delle vesti: ciò che lo danneggia, diventa un vantaggio per gli altri. (La tunica rimasta intatta simboleggia l’unione della Chiesa, frutto della croce?). 

Agendo secondo il diritto ebraico, pone la madre sotto la protezione del discepolo, che diventa il rappresentante di Gesù, in sua assenza. Gesù crea la nuova famiglia che continuerà ad operare dopo la separazione con lui. 

Chiedendo da bere, ricorda che Egli ha sete di compiere la volontà del Padre ottenendo la salvezza di tutti. Nell’ultima parola pronunciata (“Tutto è compiuto, tutto si sta compiendo”), fa sapere che la sua Rivelazione è giunta al perfetto compimento e che il progetto di salvezza ha cominciato ad attuarsi. 

Le sue ossa non vengono spezzate come era prassi nei confronti dell’Agnello pasquale (e conforme alla promessa data al giusto). Dal fianco, sgorga l’acqua simbolo del Battesimo (e dello Spirito) e il sangue (simbolo dell’Eucarestia e del dono di se stessi). 

Egli è morto ma continua a vivere e a salvare tutti quelli che volgeranno a Lui il loro sguardo di fede e riconoscenza.


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