2I cieli narrano la gloria di Dio, l’opera delle sue mani annuncia il firmamento.
«Bellezza del cielo è la gloria degli astri. Stanno agli ordini di Colui che è Santo» (Sir 43,9-10). «Le stelle hanno brillato nei loro posti di guardia e hanno gioito; egli le ha chiamate ed hanno risposto: Eccoci!, e hanno brillato di gioia per colui che le ha create» (Bar 3,34-35). I fedeli mostrano la luminosità del vangelo nella loro esistenza: «… figli di Dio innocenti in mezzo a una generazione malvagia. In mezzo a loro voi risplendete come astri nel mondo (Fil 2,15).
3Il giorno al giorno ne affida il racconto e la notte alla notte ne trasmette notizia. 4Senza linguaggio, senza parole, senza che si oda la loro voce, 5per tutta la terra si diffonde il loro annuncio e ai confini del mondo il loro messaggio.
«Cristo, infondendo la sua luce nel cuore degli apostoli, incise in esso parole celesti e purissime. Gli apostoli, a loro volta, hanno illuminato i cuori dei fedeli con un insegnamento radioso» (BW 100). «Senza pronunciare parole o discorsi, ma manifestando soltanto il loro ordine regolare, [gli astri] invitano terra e mare a celebrare Dio» (Td 993). Si può annunciare con forza, pur rimanendo in silenzio, mediante la voce potente della carità. Per tutta la terra si diffonde il loro annuncio: l’annuncio diffuso dagli astri, prefigura quello compiuto dagli apostoli (Cf Rm 10,18).
Là pose una tenda per il sole 6che esce come sposo dalla stanza nuziale: esulta come un prode che percorre la via. 7Sorge da un estremo del cielo e la sua orbita raggiunge l’altro estremo: nulla si sottrae al suo calore.
Il buio della notte è una tenda nella quale il sole si corica e dalla quale esce rinfrancato, ogni mattina. «[Il sole] imitando la bellezza d'uno sposo o di un prode, incede con energia e forza. Si leva ad oriente e, nello spazio di una giornata, dopo aver percorso la volta celeste, raggiunge l'occidente, vivificando ogni essere con il suo calore» (Td 994). «Il sole, quando appare nel suo sorgere, proclama: “Che meraviglia è l’opera dell’Altissimo!”» (Sir 43,2). Presenta, così, le stesse caratteristiche del giusto: «Il sole è costituito maestro di lode divina, in quanto osserva inviolata la legge del Sovrano. Non osa percorrere via diversa da quella che è stata stabilita per lui» (Es23,192). Il sole rappresenta Cristo (Cf Mt 17,2; Ap 1,16) (Cf Ag36,155; Cs 139; BW 100).
8La legge del Signore è perfetta, rinfranca l’anima; la testimonianza del Signore è stabile, rende saggio il semplice. 9I precetti del Signore sono retti, fanno gioire il cuore; il comando del Signore è limpido, illumina gli occhi. 10Il timore del Signore è puro, rimane per sempre; i giudizi del Signore sono fedeli, sono tutti giusti, 11più preziosi dell’oro, di molto oro fino, più dolci del miele e di un favo stillante.
«Le opere tutte della creazione bastano a rivelare Dio agli uomini. Tuttavia, oltre ad esse, Egli ha aggiunto il dono della Legge, la quale guida gli uomini che errano» (Td 996). Ora Cristo stesso «è la Legge del Signore, perché è venuto ad adempiere la Legge; è Legge immacolata poiché non ha commesso peccato. Non schiaccia gli uomini sotto il giogo della servitù, ma li converte in libertà all'imitazione di se stesso» (Ag36,155).
12Anche il tuo servo ne è illuminato, per chi li osserva è grande il profitto.
«La Sapienza è apparsa sulla terra e ha vissuto fra gli uomini. Essa è il libro dei decreti di Dio; Ritorna, Giacobbe, e accoglila, cammina allo splendore della sua luce. Beati siamo noi, o Israele, perché ciò che piace a Dio è da noi conosciuto» (Bar 4,1-4).
13Le inavvertenze, chi le discerne? Assolvimi dai peccati nascosti.
«Anche se non sono consapevole di alcuna colpa, non per questo sono giustificato. Il mio giudice è il Signore!» ( I Cor 4,3-4). «Non siamo in grado di portare adeguatamente alla coscienza la condizione del nostro essere. Noi non siamo trasparenti nemmeno a noi stessi. Lasciato solo con me, io non so chi sono» (RS 136-137).
14Anche dall’orgoglio salva il tuo servo perché su di me non abbia potere; allora sarò irreprensibile, sarò puro da grave peccato.
L’orgoglio corrisponde alla presunzione di sé che respinge Dio dalla propria vita. Costituito ad immagine di Dio, l’uomo è come uno specchio nel quale riflette Dio. Solo con se stesso, lo specchio non riflette nulla. Se, invece l’uomo si colloca davanti a Dio, realizza un vero dialogo e, in questo frangente, viene purificato dal Signore, con il quale sta parlando (RS 137).
15Ti siano gradite le parole della mia bocca, davanti a te i pensieri del mio cuore, Signore, mia roccia e mio redentore.
L’offerta doveva essere gradita, senza difetto: «Non offrirete nulla con qualche difetto, perché non sarebbe gradito» (Lv 22,20). «Sono intenzionato ad osservare i tuoi comandamenti con grande slancio, ma finisco col trasgredirli a causa della mia debolezza. Se non faccio nulla di male con le opere, sono contaminato dai miei pensieri. Rivolgo a te, allora, la mia supplica perché Tu solo, Signore, puoi purifi.carmi» (Td 997).

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