lunedì 20 luglio 2026

Martedi 16

Michea 7

v. 14 Ora il profeta parla con il Signore e lo invoca perché agisca di nuovo come re e pastore. In quel momento storico il suo popolo vive come  isolato in una foresta mentre è circondato da una terra fertile, ma con il suo aiuto potrebbe recuperare gli spazi che possedeva un tempo in Basan e Galaad. 

v. 15 Soprattutto, Dio può rinnovare l’evento più significativo rappresentato dalla liberazione dall’Egitto. Il ritorno degli esuli rinnova l’uscita dall’Egitto: «Non sei tu che hai prosciugato il mare, le acque del grande abisso, e hai fatto delle profondità del mare una strada, perché vi passassero i redenti? Ritorneranno i riscattati dal Signore e verranno in Sion con esultanza» (Is 51,10-11). «Ecco, verranno giorni – oracolo del Signore – nei quali non si dirà pi˘: ìPer la vita del Signore che ha fatto uscire gli Israeliti dalla terra d’Egitto!î, ma piuttosto: ìPer la vita del Signore che ha fatto uscire e ha ricondotto la discendenza della casa d’Israele dalla terra del settentrione e da tutte le regioni dove li aveva dispersi!îª (Ger 23,7-8). 

Il cristiano sperimenta cose prodigiose: ´Per mezzo di Ges˘ abbiamo l’accesso a questa grazia nella quale ci troviamo e ci vantiamo, saldi nella speranza della gloria di Dioª (Rm 5,2). 

18Quale dio è come te, che toglie l’iniquità e perdona il peccato al resto della sua eredità? Egli non serba per sempre la sua ira, ma si compiace di manifestare il suo amore. 19Egli tornerà ad avere pietà di noi, calpesterà le nostre colpe. Tu getterai in fondo al mare tutti i nostri peccati. 20Conserverai a Giacobbe la tua fedeltà, ad Abramo il tuo amore, come hai giurato ai nostri padri fin dai tempi antichi. 

v.18 Dopo aver attraversato il mare, gli scampati dal Faraone, uscirono in una lode stupita: «Chi è come te fra gli dèi, Signore? Chi è come te, maestoso in santità, terribile nelle imprese, autore di prodigi?». Ora, preso da uno stupore analogo, il profeta esclama: «Quale dio è come te, che toglie l’iniquità e perdona il peccato?». 

La misericordia divina è celebrata sempre con convinzione: «Non ci tratta secondo i nostri peccati e non ci ripaga secondo le nostre colpe. Perché quanto il cielo è alto sulla terra, così la sua misericordia è potente su quelli che lo temono; quanto dista l’oriente dall’occidente, cosÏ egli allontana da noi le nostre colpe» (Sal 103,10). 

v.19 Il Signore, al quale il profeta ha volto lo sguardo come unica possibilità di salvezza, interviene con prontezza non più per punire, neppure per una correzione pedagogica, ma per distruggere i peccati e consolidare l’alleanza, tradita dagli uomini ma alla quale Egli resta sempre fedele. L’azione salvifica del Signore non è motivata dal pentimento degli uomini, dal loro desiderio di riconciliarsi con lui o da loro eventuali meriti, ma si attua in modo esclusivo per la sua bontà immotivata e sorprendente. «Io li guarirò dalla loro infedeltà, li amerò profondamente» (Os 14,5). «Non è un figlio carissimo per me Èfraim, il mio bambino prediletto? Ogni volta che lo minaccio, me ne ricordo sempre con affetto. Per questo il mio cuore si commuove per lui e sento per lui profonda tenerezza» (Ger 31,20). 

v.20 Come un tempo si era mosso per liberare il suo popolo dalla schiavitù in Egitto, anche se quest’ultimo non sperava in un suo intervento né lo invocava, così ora interviene per liberarlo dalla tirannia ancora più pesante del peccato. Senza questa azione di grazia, annunciata come certa anche se non precisata nei tempi e nei modi, gli uomini non sarebbero capaci di liberarsi da soli dalla loro iniquità. La fedeltà di Dio costituisce l’unica soluzione, l’unico motivo di speranza. Dio aborrisce il peccato, non può tollerarne la vista, a motivo della sofferenza che esso provoca ma continua ad amare i peccatori. Per questo motivo conserva verso di loro la sua fedeltà e trova il modo per farli uscire dalla loro miseria. «In quei giorni e in quel tempo – oracolo del Signore – si cercherà l’iniquit‡ d’Israele, ma essa non sar‡ pi˘; si cercheranno i peccati di Giuda, ma non si troveranno, perché io perdonerò al resto che lascerò» (Is 50,20). 

La fisionomia del Signore che viene qui delineata è del tutto conforme al messaggio del Vangelo. Ora sappiamo, in modo molto più preciso di quanto poteva fare il profeta, che Dio Padre ha distrutto il peccato, mediante la redenzione compiuta da Gesù (Rm 3,21). «Tutti noi, come loro, un tempo siamo vissuti nelle nostre passioni carnali seguendo le voglie della carne e dei pensieri cattivi: eravamo per natura meritevoli d’ira, come gli altri. Ma Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato, da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo: per grazia siete salvati. Con lui ci ha anche risuscitato e ci ha fatto sedere nei cieli, in Cristo Gesù, per mostrare nei secoli futuri la straordinaria ricchezza della sua grazia mediante la sua bontà verso di noi in Cristo Gesù. Per grazia infatti siete salvati mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio; né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene» (Ef 2,3-9). 

Mt 12

"Questa parola di Gesù, se ci pensiamo bene, genera un modo nuovo di intendere la famiglia. Vedete? All’inizio io mi sono rivolto a voi chiamandovi “fratelli e sorelle”. Non è solo una formula, un modo di dire convenzionale. No. È una realtà, una realtà nuova generata da Gesù Cristo. E come vi dicevo, questa parola di Gesù ha radicalmente rinnovato la famiglia, per cui il legame più forte, più importante per noi cristiani non è più quello di sangue, ma è l’amore di Cristo. Il suo amore trasforma la famiglia, la libera dalle dinamiche dell’egoismo, che derivano dalla condizione umana e dal peccato, la libera e la arricchisce di un legame nuovo, ancora più forte ma libero, non dominato dagli interessi e dalle convenzioni della parentela, ma animato dalla gratitudine, dalla riconoscenza, dal servizio reciproco. (…) Le radici sono importanti! E noi rendiamo grazie a Dio per il dono della vita e per quelli che ce l’hanno trasmessa. Ma soprattutto rendiamo grazie perché Gesù Cristo ci ha chiamato a far parte della sua famiglia, nella quale ciò che conta è fare la volontà del Padre che è nei cieli. (Francesco - Discorso nel pellegrinaggio alla diocesi di Asti, 5 maggio 2023) 



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