sabato 4 luglio 2026

XIV DOMENICA A

 

Gesù ringrazia il Padre per il piccolo gregge dei discepoli che hanno creduto in lui e sono disposti a seguire i suoi insegnamenti. Non recrimina per il fatto che molti altri, forse qusi tutti, non lo seguono affatto e alcuni perfino lo detestano. Ogni persona che crede in Gesù ha seguito un suggerimento interiore che proviene dal Padre (per mezzo dello Spirito Santo). Gesù lo ringrazia per questo. Noi, al contrario di Gesù, siamo piuttosto inclini a lamentarci di quel che ci manca, secondo certe nostre aspirazioni, non certo a ringraziare per quanto abbiamo già ottenuto. 

Il regno di Dio cresce nel mondo grazie alle persone che lo accogono, anche se queste non sono importanti nella società, non attirano l’attenzione o il plauso, anzi perfino vengono derise o disprezzate. Chi sono oggi questi piccoli amati da Dio? Sono coloro che, nell’ambiente di lavoro, si sentono dire: ma vai ancora a messa? Smollati un poco! E cose del genere. 

Gesù poi ci fa sapere che tra lui e il Padre vige una comunione profondissima, una relazione di vita, una conoscenza reciproca così vasta che Egli nella sua persona può rappresentare Dio nel modo più completo e vero. Solo Lui può farlo e nessun altro fondatore di religioni. 

Infine ci chiede di accogliere sulle nostre spalle il suo giogo e, così facendo, troveremo vita vera e pace. Il giogo è pesante e sembra insopportabile. Perché avviene questo? Insegna un maestro spirituale: «A quelli che cominciano ad amare la pietà la via della virtù sembra troppo scabrosa e impraticabile, non perché sia veramente tale, ma perché la natura umana subito, fin dal seno materno, è per ogni verso proclive ai piaceri. A quelli invece che hanno la forza di andare oltre la metà della via, essa si presenta tutta liscia e agevole.

Infatti, sottomesse alle buone abitudini con l'esercizio del bene, le cattive scompaiono assieme al ricordo dei piaceri più contrari alla ragione, e d'allora in poi l'anima percorre con gioia tutti i sentieri della virtù. Perciò il Signore, volendo indurci alla via della salvezza, dice: « Quanto è stretta ed angusta la via che conduce al Regno, e pochi quelli che la intraprendono ». E a quelli che vogliono con fermo proposito camminare per la via dell'osservanza dei suoi santi comandamenti dice: « Il mio giogo infatti è dolce, e il mio carico leggero ». Bisogna dunque agli inizi della lotta mettere in pratica i santi comandamenti del Signore con volontà combattiva, affinché il buon Dio guardando al nostro impegno operoso ci mandi dall'alto quella volontà pronta che ci renda docilmente disponibili ad operare da servitori dei suoi gloriosi voleri. Perché a questa condizione « il Signore concede la pronta volontà » che ci faccia praticare il bene incessantemente e, direi, con grande gioia. Allora, infatti, sentiremo realmente che « è Dio che suscita in noi e il volere e l'operare, per l'esecuzione del suo beneplacito ». 



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