Salmo 109
1Di Davide. Salmo.
Celebrazione per la vittoria del re [Messia].
Oracolo del Signore al mio signore: «Siedi alla mia destra finché io ponga i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi».
Un profeta fa conoscere al re che Dio lo ha proclamato suo collaboratore e, per questo motivo, ha deciso d’insediarlo alla sua destra [la reggia era alla destra del tempio].
Gesù, a partire della sua risurrezione, si è assiso alla destra di Dio Padre ed è stato costituito da Lui come Signore dell’universo (Mt 26,64; At 2,34-35; Rm 8,34; Ef 1,20). Il titolo di Signore è molto pregnante: «Dio Padre dichiara al Signore, cioè a Cristo, di essere il Signore e non attribuisce questo titolo ad una creatura» (Td 1767). «Il trono indica la dignità regale; la sessione la lunga durata del Regno; la collocazione alla destra, la partecipazione ai benefici di Dio Padre» (Es23,1341).
2Lo scettro del tuo potere stende il Signore da Sion: domina in mezzo ai tuoi nemici!
Cristo sottomette i nemici cambiando il cuore degli uomini, annientando il peccato e la morte (Cf 1 Cor 15,26). Il Vangelo si diffonde in modo mite e silenzioso come il lievito nella pasta (Cf Lc 13,21) ma è «potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede» (Rm 1,16). «Certo non vedi il Cristo seduto alla destra del Padre; puoi vedere, però, in che modo i suoi nemici siano posti a sgabello dei suoi piedi. Questo sta avvenendo! Anche se in forma lenta e graduale, si attua in modo continuo» (Ag37,1452).
3A te il principato nel giorno della tua potenza tra santi splendori; dal seno dell’aurora, come rugiada, io ti ho generato.
Il testo ebraico, deteriorato, è di difficile interpretazione. Il principato di Cristo si manifesterà in pienezza nell’ora del giudizio e nel momento in cui i santi parteciperanno alla sua gloria di Risorto: «Profetizza l’ora del giudizio, nella quale, con la sua divina potenza, giudicherà tutti gli uomini, venendo con tutti i suoi santi angeli» (Atanasio, 461).
4Il Signore ha giurato e non si pente: «Tu sei sacerdote per sempre al modo di Melchisedek».
Il re viene anche elevato al sacerdozio, con una designazione divina, mentre i sacerdoti del tempio diventavano tali per discendenza umana. Melchisedek che fu re e sacerdote (Cf Gen 14,17-20) senza appartenere alla stirpe di Levi, prefigura il sacerdozio di Cristo (Cf Eb 5,6; 7,17). «[Dio] ha giurato che questo sacerdozio sarebbe durato in eterno e che non sarebbe mai stato abolito» (Td 1772). «Che cosa fa Cristo come sacerdote in eterno? Sta alla destra di Dio ed intercede per noi. Egli, il solo che non ha peccato, purifica con facilità dai peccati» (Ag37,1460).
5Il Signore è alla tua destra! Egli abbatterà i re nel giorno della sua ira, 6sarà giudice fra le genti, ammucchierà cadaveri, abbatterà teste su vasta terra.
Dio protegge il re da lui scelto e gli assicura una piena vittoria. «Il Signore distruggerà i suoi avversari! Il Signore giudicherà le estremità della terra; darà forza al suo re, innalzerà la potenza del suo Messia» (1 Sm 2,10). «La sua parola sarà una verga che percuoterà il violento» (Is 11,4). Cristo, al contrario, vince i nemici dando forza al suo Vangelo, senza usare violenza: «Vuoi sapere quali re? Hai forse dimenticato il testo: “Si levarono i re della terra, ed i principi si riunirono insieme contro il Signore e contro il suo Cristo?” (Sal 2). Hanno tentato con ogni sforzo di cancellare dalla terra il nome cristiano e non ci sono riusciti» (Ag37,1460).
7Lungo il cammino si disseta al torrente, perciò solleva alta la testa.
Il re, mentre combatte, si china a bere e poi rialza il capo; il chinarsi a bere indica la sua fatica; il sollevare il capo la sua gloriosa vittoria. «Lo disseti al torrente delle tue delizie» (Sal 35,9). «Per questo Dio l’ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome» (Fil 2,9).
Salmo 110
Alleluia.
Si ode «la voce di un uomo che esulta nella gioia, e prefigura il popolo il cui cuore si effonde nell'amore di Dio, cioè il Corpo di Cristo, ormai liberato da ogni peccato» (Ag37,1403). «Gesù esultò nello Spirito Santo e disse: “Io ti rendo lode, o Padre”» (Lc 10,21). «L’inno di ringraziamento è pronunciato dal Salvatore in persona che rende grazie per la salvezza di tutti» (Es23,1344).
1Renderò grazie al Signore con tutto il cuore, tra gli uomini retti riuniti in assemblea.
Un singolo fedele ringrazia a nome di tutta l’assemblea e così la istruisce. «Con tutto il cuore, Signore, ti offro lodi e ringraziamenti. Non lo faccio da solo, ma assieme a me c’è l’intera comunione dei fedeli» (Td 1776). «Non dice rendo grazie ma renderò grazie perché continuerà a farlo» (Gero 698).
2Grandi le opere del Signore, le contemplino coloro che le amano.
Contempliamo «la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi credenti» (Ef 1,19). «Degne di meraviglia e di stupore sono le gesta operate dalla potenza di Dio. Meritano d’essere meditate senza posa» (Td 1776.1777). «Dio ha operato con magnificenza quando ha dichiarato giusti coloro che prima erano peccatori. Che cosa poteva fare di più grande? Ha fatto diventare uomo giusto chi era malvagio e figlio, chi era suo nemico» (BW 409).
4Ha lasciato un ricordo delle sue meraviglie, misericordioso e pietoso è il Signore.
«Liberò l'antico popolo dall'Egitto, ma il secondo da quella del demonio. L'antico popolo fu guidato nel passaggio del mar Rosso ma il nuovo nell'acqua del battesimo; nutrì l'uno con il pane celeste e l'atro con il Pane vivo che scende dal cielo; al primo concesse la terra promessa ai padri, all'altro donò la terra dei viventi promessa ai santi» (Gero 699).
5Egli dà il cibo a chi lo teme, si ricorda sempre della sua alleanza.
«Fortezze sulle rocce saranno il rifugio [del giusto], gli sarà dato il pane, avrà l’acqua assicurata» (Is 33,16). «Dal cielo offristi loro un pane già pronto senza fatica, capace di procurare ogni delizia e soddisfare ogni gusto» (Sap 16,20).
6Mostrò al suo popolo la potenza delle sue opere, gli diede l’eredità delle genti.
Il cammino di liberazione per Israele è culminato nel dono della terra promessa, quello Chiesa si compie nella vita eterna: «Non devi pensare ad una terra che stilla latte e miele, o a qualche bene desiderato dallo sguardo dell’avaro. La cupidigia è la radice di tutti i mali e dev'essere mortificata. Quaggiù sia distrutta, per essere saziata lassù» (Ag37,1466).
7Le opere delle sue mani sono verità e diritto, stabili sono tutti i suoi comandi, 8immutabili nei secoli, per sempre, da eseguire con verità e rettitudine.
«Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno» (Mt 24,35). «Accogliete con docilità la Parola che è stata piantata in voi e può portarvi alla salvezza. Siate di quelli che mettono in pratica la Parola, e non ascoltatori soltanto, illudendo voi stessi» (Gc 1,21-22).
9Mandò a liberare il suo popolo, stabilì la sua alleanza per sempre.
«Guidasti con il tuo favore questo popolo che hai riscattato, lo conducesti con forza alla tua santa dimora» (Es 15,13). «Cristo Gesù ha dato se stesso in riscatto per tutti» (1 Tm 2,6). «Concluderò con loro un’alleanza eterna e non cesserò più dal beneficarli; metterò nei loro cuori il mio timore, perché non si allontanino da me» (Ger 32,40).
Santo e terribile è il suo nome. 10Principio della saggezza è il timore del Signore, rende saggio chi ne esegue i precetti.
«Noi, che possediamo un regno incrollabile, conserviamo questa grazia, mediante la quale rendiamo culto in maniera gradita a Dio con riverenza e timore; perché il nostro Dio è un fuoco divorante» (Eb 12,28-29).
V.10 «La sapienza non consiste nel retto pensiero ma nell'esperienza delle realtà divine. Ai principianti è dovuto il timore ma ai perfetti l'amore pieno» (Td 1780).
La lode del Signore è senza fine.
«Il fine dei beati consiste nell’essere accanto a Dio e nel dedicarsi soltanto alla teologia (=glorificazione) e alla lode» (Es23,1345).
Salmo 111
Alleluia.
«Il Profeta parla della beatitudine del giusto; preannuncia l’incarnazione di Cristo e la condanna dei malvagi» (BW 411).
1Beato l'uomo che teme il Signor. Nei suoi precetti trova la sua gioia.
Il salmista «parla del timore che nasce dall’amore, perché nessun altro timore causa beatitudine. «La bontà è come un giardino di benedizioni, la misericordia dura sempre» (Sir 40,17). Anche i demoni temono Dio ma questo timore non produce in loro la beatitudine ma piuttosto una sofferenza» (Bs PL 164 1131). «L'uomo innamorato della pace ripone tutte le sue delizie nei comandamenti [divini]» (Ag37,1468).
2Potente sulla terra sarà la sua stirpe, la discendenza degli uomini retti sarà benedetta. 3Prosperità e ricchezza nella sua casa, la sua giustizia rimane per sempre.
«I giusti ottengono di generare quando altri uomini li imitano e così si perpetuano in quelli che agiscono come loro» (BW 411). «L'uomo timorato di Dio non aspira a gloria umana né è avido di ricchezze. Nella sua casa, tuttavia, stanno gloria e ricchezza. La sua casa è il cuore e dal suo intimo egli loda Dio» (Ag37,1469).
4Spunta nelle tenebre, luce per gli uomini retti. Misericordioso, pietoso e giusto.
«Gli uomini retti volgono a Dio il cuore e camminano con lui; antepongono alla propria volontà quella di Dio né si arrogano alcun successo alla sola propria volontà. Sanno d'essere stati tenebra e se ora sono luce, lo sono nel Signore (Cf Ef 5,8)» (Ag37,1469).
Dio riserverà un giudizio severo, senza misericordia, verso colui che non ha agito con misericordia (Cf Gc 2,13). «Quando perdoni, usi quella compassione per la quale sarà perdonato anche a te; quando doni, presti al prossimo qualcosa che ti verrà restituito. Perdono dei peccati ed elargizione benevola di benefici, sono segnalate nelle parole del Vangelo: “Perdonate e vi sarà perdonato; date e vi sarà dato” (Lc 6,37-38)» (Ag37,1469).
7Cattive notizie non ha da temere: saldo è il suo cuore, confida nel Signore. Sicuro è il suo cuore, non teme, finché non vedrà la rovina dei suoi nemici.
«Il Signore promette di soccorrere quanti incorrono in qualche sventura. Ad esempio: impedì che Giuseppe venisse ucciso dai fratelli e poi lo liberò; diede aiuto ad Abramo nel rapimento di Sara. È un contrassegno della potenza divina, lasciare che i giusti incontrino la sofferenza per esercitarli nel bene, ma presto dissolve ogni nube e dona un tempo sereno» (Td 1781).
9Egli dona largamente ai poveri, la sua giustizia rimane per sempre, la sua fronte s’innalza nella gloria. 10Il malvagio vede e va in collera, digrigna i denti e si consuma. Il desiderio dei malvagi fallisce.
«L'uomo timorato di Dio non soltanto usa misericordia verso i miseri, ma lo fa con grande generosità; imita il seminatore che sparge il seme con larghezza (Cf 2 Cor 9,6)» (Td 1784). «Il peccatore proverà un pentimento infruttuoso perché tardivo. Contro chi si scaglierà se non contro se stesso?» (Ag37,1470).
Salmo 112
Salmi pasquali (112-117). La liberazione dalla schiavitù d’Egitto è il segno più chiaro della cura che Dio esercita verso gli oppressi. «Anna ringrazia Dio dicendo: “Solleva da terra il misero e dal letame rialza il povero” (1 Sam 2,7 ss). Il Dio Altissimo opera questo di continuo. Ha fatto sedere sul trono regale Giuseppe che era stato condotto schiavo (Gen 37,28). Ha fatto re il beato David che era pastore (1 Sam 16,1-13). Mosè, che custodiva le pecore, è stato costituito come dio per Faraone» (Es23,1352). La compassione di Dio verso i miseri, raggiunge il suo culmine nella redenzione operata da Gesù: «Che cosa c’è di più povero della nostra umanità? Tuttavia Cristo l’ha innalzata, ne ha sollevato in alto le primizie e l’ha fatta sedere nel più alto dei cieli» (Es23,1352).
Alleluia. Lodate, servi del Signore, lodate il nome del Signore.
Il Nome del Signore (Shèm Adonai) viene evocato tre volte. Dio ha rivelato il suo Nome a Mosè: «Dirai agli Israeliti: “Il Signore, Dio dei vostri padri, mi ha mandato a voi”. Questo è il mio nome per sempre; questo è il titolo con cui sarò ricordato di generazione in generazione» (Es 3,15). Il Nome di Dio è stato ripresentato da Gesù, il Dio con noi: «[Il salmista] sapeva che c’è un “Nome che è al di sopra di ogni nome” (Cf Fil 2,9). Come ci sono degli incantesimi, certe parole o certi nomi, allo stesso modo sapeva che il Nome che è al di sopra di ogni nome è salutare» (Es23,465).
2Sia benedetto il nome del Signore, da ora e per sempre. 3Dal sorgere del sole al suo tramonto, sia lodato il nome del Signore.
La lode riempie il tempo (ora e sempre) e lo spazio (dal sorgere del sole, al tramonto): «Solo a Dio si addice essere glorificato sempre e dovunque» (Ag37,1471) «Parole simili sgorgano da un affetto immenso! Quanto più si ama Dio, tanto più si gode nel lodarlo» (Bs 1134).
4Su tutte le genti eccelso è il Signore, più alta dei cieli è la sua gloria.
«Apparve qualcosa come una pietra di zaffìro in forma di trono e su questa specie di trono, in alto, una figura dalle sembianze umane. Così percepii in visione la gloria del Signore. Quando la vidi, caddi con la faccia a terra» (Ez 1,27-29). Il Verbo tuttavia «pur essendo di natura divina, spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo» (Fil 2,7). «Dio non ha fatto se non opere mirabili. L’azione più sorprendente, tuttavia, è stata la sua volontaria umiliazione, quando ha assunto la nostra carne e ha condiviso le nostre sofferenze» (Bs 836).
5Chi è come il Signore, nostro Dio, che siede nell’alto 6e si china a guardare sui cieli e sulla terra?
«Così dice il Signore: “Io sono il primo e io l’ultimo; fuori di me non vi sono dei. Chi è come me? Lo proclami, lo annunci e me lo esponga”» (Is 44,6-7). «Su chi volgerò lo sguardo? Sull’umile e su chi ha lo spirito contrito e su chi teme la mia parola» (Is 66,2). «Dio abita negli umili che Egli ha esaltato rendendoli suo cielo, trova il suo riposo nei santi (Cf Is 57,15)» (Ag37,1472).
7Solleva dalla polvere il debole, dall’immondizia rialza il povero, 8per farlo sedere tra i principi, tra i principi del suo popolo.
‘Ashpot: immondizia, letame. Dio si prende cura della persona disprezzata e del suo popolo umiliato: «Ho osservato la miseria del mio popolo in Egitto» (Es 3,7). «Non viene sollevato dall’immondizia l’uomo asservito ai desideri dell’egoismo? Ora si trova in alto perché il Signore abita nel suo cuore; quindi è in cielo» (Ag37,1474). Di solito gli uomini agiscono al contrario: «Se guardate a colui che è vestito splendidamente e gli dite: “Tu siediti qui comodamente”, e al povero dite: “Tu mettiti in piedi”, non siete giudici perversi?» (Gc 2,3).
9Fa abitare nella casa la sterile, come madre gioiosa di figli. Alleluia.
La sterile rappresentava il caso tipico della donna disprezzata. «Esulta o sterile che non hai partorito!» (Is 54,1). «Questo fatto si verificò più volte: Sara, Rachele, Anna, la madre di Sansone ed Elisabetta, pur essendo sterili, divennero madri. L’evento si realizza soprattutto per la Chiesa: di per sé sterile, diventa madre per opera di Dio, lieta per un numero grandissimo di figli» (Td 1788).
Salmo 113/a
Con accenti poetici, il salmo celebra l’uscita dall’Egitto, il passaggio del mar Rosso (Cf Es 14,22) e del fiume Giordano (Cf Gs 3,14-17), insieme ad altre azioni prodigiose di Dio, come il miracolo dell’acqua sgorgata dalla roccia (Cf Es 17,6). «Per l'intervento dello Spirito, in opere e in parole, fu annunziato, in antecedenza, quel che era destinato a manifestarsi in modo pieno, ora, per noi, nella pienezza del tempo» (Ag37,1475).
1Quando Israele uscì dall’Egitto, la casa di Giacobbe da un popolo barbaro, 2Giuda divenne il suo santuario, Israele il suo dominio.
«Quel popolo non poté allontanarsi dall'Egitto se non per l'intervento di Dio liberatore; così nessuno si stacca col cuore dalla malvagità di questo mondo, se la misericordia divina non interviene ad aiutarlo» (Ag37,1477). «Quando il Signore liberò Israele dall'Egitto, lo stabilì quale suo popolo e in Giudea edificò il suo tempio» (Td 1789). Anzi il popolo stesso divenne abitazione di Dio (leqodshò) e lo spazio nel quale Egli esercita la sua sovranità (mamshelotàv): «Noi siamo il tempio del Dio vivente, come Dio stesso ha detto: Abiterò in mezzo a loro e con loro camminerò» (2 Cor 6,16). «[Cristo] che ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue e ha fatto di noi un regno» (Ap 1,5-6).
3Il mare vide e si ritrasse, il Giordano si volse indietro, 4le montagne saltellarono come arieti, le colline come agnelli di un gregge.
«Attribuisce la sensibilità a cose inanimate per annunciare la potenza di Dio: “Mentre tu, Signore, conducevi il tuo popolo, il mare, sconvolto dalla paura, offrì un sentiero spedito. Si ritirò anche il fiume e trattenne il flusso della corrente. Come se fosse provvisto di ragione, vide la tua potenza presente nell'arca. Monti e colline tripudiarono per accogliere il Signore dei cieli» (Td 1789). «Voi avete deciso di aderire a Dio con tutto il cuore. Volete sbarazzarvi delle antiche passioni e sottomettervi, con animo docile, al giogo soave del Signore. Tutti gli impedimenti del mondo sono ormai superati. Il mare ha visto ed è fuggito. A te è rimasta aperta la via alla libertà spirituale senza alcuna resistenza» (Ag37,1478.1479).
5Che hai tu, mare, per fuggire, e tu, Giordano, per volgerti indietro? 6Perché voi, montagne, saltellate come arieti e voi, colline, come agnelli di un gregge?
«Per qual motivo, o mare, fuggisti? Tu, o Giordano, perché ti rivolgesti indietro? Come mai sono finiti tutti gli ostacoli? Come mai vi volgete al Signore, voi, miriadi di fedeli sparsi per tutta la terra, rinunziando al mondo presente?» (Ag37,1479) «Tale grande stupore, deriva da una gioia immensa. Questo cambiamento non è opera vostra. Dio ha realizzato questa uscita e ha creato tanta gioia» (Bs 1136).
7Trema, o terra, davanti al Signore, davanti al Dio di Giacobbe. 8 che muta la rupe in un lago, la roccia in sorgenti d’acqua.
«Il tremore non è avvenuto come scuotimento di montagne ma come conversione felice di tanti popoli» (BW PL 142 415). «Convocate la comunità e alla loro presenza parlate a quella roccia, ed essa farà uscire l'acqua» (Nm 20,8). Dalla roccia che è Cristo [Dio] «fa scaturire, per il popolo assetato, fonti che zampillano alla vita eterna» (Bs 1137). «Mi mostrò un fiume d’acqua viva limpida come cristallo, che scaturiva dal trono di Dio e dell’Agnello» (Ap 22,1).
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